si iniza alla grande già l’agenda è un “programma” di quelli che meritano.
E’ talmente tanta la mole di informazioni che sta dando che non so neanche da che parte cominciare. La prospettiva è quella dei dati in un mondo in cui non esiste più il “now” ma siccome esistono i concetti di “dati esterni” e “dati interni” è necessario introdurre il concetto di “past”. In soldoni in un mondo SOA una volta che il messaggio è partito il ricevente non ha nessun controllo sulla consistenza del messaggio con il mondo da cui è partito quindi il ricevente sta vendendo il passato (past).
Il mondo non è più “piatto” ed è colpa di SOA ;-)
Un altra bella magagna in un mondo distributo, e caratterizzato dalla possibilità di avere in mano il passato, è la consistenza dello schema o addirittura l’assenza o la comprensione parziale dello stesso… si potrebbe parlare per ore se pensassimo a tutte le implicazioni possibili.
Altro problema di quelli tosti: in un mondo in cui i dati sono distribuiti, disconnessi e soprattutto r/w ovunque quali sono le implicazioni della riconciliazioone di questi dati? dobbiamo anche ricordarci di tenere in considerazione il fattore temporale non solo chi ha fatto cosa e dove ma anche quando.
Non dimentichiamoci poi delle nuove necessità ben inquadrate dal concetto di “streaming data”.
Una cosa che dobbiamo metterci in testa è che quando si parla di enormi quantità di dati uno scotto da pagare è la perdità di accuratezza dei dati stessi.
Molto filosofico ma decisamente interessante, insomma Pat Helland è una garanzia.
Mi rendo conto che il post possa essere decisamente criptico, ma l’uomo ha condensato 50 e passa slide in 70 minuti e vi garantisco che ognuna dele slide era un condensato notevole di nozioni e di spunti per approfondimenti, domani c’è una sessione che seguirò con interesse che riguarda la riconciliazione dei dati e siccome lo speaker è sempre “lui” so già che sarà un’altra vagonata di informazioni.
.m